I granata, con la salvezza acquisita, si preparano a un finale di campionato che rischia di essere analogo al precedente
I granata, reduci dallo scialbo pareggio di cremona, si apprestano a preparare il finale di stagione in una condizione di tranquillità che, però, può giocare a proprio sfavore. Come abbiamo visto alla fine dello scorso campionato, il Torino di Vanoli privo di ogni tipo di stimolo, ma con la salvezza acquisita, ha chiuso la stagione con una serie di risultati deludenti, tra cui 4 sconfitte e 1 pareggio nelle ultime 5. Un epilogo che rischia di ripetersi anche nella fase conclusiva di questo campionato: la salvezza è stata ipotecata e la sua ufficialità dipende solo dall’aritmetica, gli stimoli sono pressoché assenti e l’ambiente attorno alla squadra non è dei migliori. Tutte presupposti che fanno presagire a un finale di stagione perfettamente coerente con il Torino a cui, negli anni, ci siamo tristemente abituati.
Dal pericolo retrocessione alla solita abulica salvezza
Negli anni, il Torino ha cambiato diversi allenatori che hanno dato, chi più chi meno, una propria impronta alla squadra. Eppure, la caratteristica che più ha rappresentato i granata negli ultimi anni è rimasta invariata, la demotivazione. Questa stagione ha permesso ai tifosi del Toro di poter assaggiare due diversi tipi di sensazioni, partendo con quella più angosciante del pericolo della retrocessione e finendo con quella più mediocre, e allo stesso tempo rassicurante, del raggiungimento della salvezza. Dopo la trasferta di Genova, quello che sembrava essere uno spauracchio si è tradotto, infatti, in un concreto pericolo che ha portato all’esonero di Baroni e alla ripresa della squadra grazie all’arrivo D’Aversa. La seconda sensazione, invece, è qualcosa che alberga da tanto, troppo, tempo nei tifosi granata ed è la percezione di apatia, maturata dopo il raggiungimento di un obiettivo (la salvezza) che non li rappresenta, poiché incompatibile con la storia del club.
Dunque, il finale della scorsa stagione rischia di ripetersi, anche, in questa e cercare di trovare stimoli sembra essere un compito sempre più difficile.

Viscidi cairoti in brodo di giuggiole. Dopo il como anche l’odiata atalanta eliminata. Sono soddisfazioni. Intanto il tanto vituperato lotito altra finale. E c’era chi lo paragonava alla iattura di masio….
Immaginavo che dopo che i Berghem vi hanno rifilato tre fischioni non avresti resistito alla tentazione di chiamarli “vituperata Atalanta”. Ma sempre fuori state e io sono quasi piu’ felice dell’eliminazione di voi gobbi di quanto sarei stato se Noi del Toro avessimo passato il turno con l’Inter che secondo… Leggi il resto »
Vituperato Lotito. Non riesci neanche comprendere una frase di 5 righe.
Solo grandi emozioni alla Cairese.
Solo il tordo prova grandi emozioni a chiamare il Toro Cairese.
l’ex bomber granata ha spiegato il suo gesto a Tuttosport: “Io felice di interpretare il pensiero dei tifosi. Vogliamo tutti un Toro migliore, che ci rappresenti.” Sul possibile futuro societario ha aggiunto: “Cairo dice di voler vendere: speriamo. Contestazione? Bene, purchè sia sempre civile” ora sai dove te lo puoi fikkare il… Leggi il resto »
Fascia bianconera? Dai su mavafafiuche’ la prossima volta prova a fare il mavafatefurbo
dormito bene col tuo fotomontaggio nel kiulo fafiochelli ?
Er mitraglietta
Doppietta da caccia al tordo, prego
Trovata la foto della scimmia
🤣🤣🤣ma hai trovato per caso la sua carta d’identità?
No, è la foto segnaletica del manicomio criminale
Hai sbagliato foto.
Chi non aveva sbagliato era Tavernello.
E’ proprio vero che in vino veritas
Il problema è che tu nemmeno ti ricordi in quale contesto e a chi, uno dei più grandi allenatori che ha avuto la cairese, abbia rivolto quella frase. Del resto uno che stravede per il maiale certe cose non può ricordarle, altrimenti non sarebbe ” a posto così”.